Qui, non ovunque.
Il perimetro è l’area tra Greve in Chianti, Firenze e la Val d’Elsa. Una lavorazione fuori zona non entra nel registro né nelle guide.
Prima le fonti. Poi le parole.
Il sito documenta botteghe e lavorazioni, non fa da vetrina. Ogni pagina separa ciò che una fonte conferma, ciò che resta da verificare e ciò che il sito non promette.
Il perimetro è l’area tra Greve in Chianti, Firenze e la Val d’Elsa. Una lavorazione fuori zona non entra nel registro né nelle guide.
Le guide descrivono materia, gesti, strumenti e cura. Un racconto pittoresco senza un dettaglio verificabile non viene pubblicato.
Un laboratorio non è necessariamente aperto al pubblico. L’accesso compare solo se una fonte pubblica lo conferma, con la data del rilievo.
La scheda prima della pubblicazione
Una bottega entra nel registro quando due fonti pubbliche di proprietari diversi ne confermano l’attività, e la scheda dice quali sono e quando sono state consultate.
Vedi il registro →La bottega risulta da un elenco pubblico, come la Camera di Commercio, il Comune o l’Osservatorio dei Mestieri d’Arte, e da una seconda fonte indipendente, spesso il suo sito. Una produzione industriale o una rivendita non entra.
La sede deve rientrare in uno dei sette comuni del registro. Non vengono pubblicate coordinate presunte né dati personali che le fonti non rendono pubblici.
La visita compare come possibile solo quando una fonte pubblica la dichiara, per esempio la pagina della bottega. Un recapito o una vetrina online non equivalgono a un’apertura al pubblico; in mancanza di fonte la colonna dice n.d.
Fonti e controlli sono datati e il registro si ricontrolla ogni sei mesi. Le informazioni operative cambiano: prima di spostarsi conviene riconfermare con la bottega.
Che cosa è il sito
Guide che aiutano a riconoscere le lavorazioni, capirne i passaggi e conservare gli oggetti, con la fonte di ogni criterio. Un registro datato per sapere quali laboratori risultano attivi e quali dichiarano di accogliere visitatori. Ritratti di artigiani solo con il loro accordo scritto.
Non è un negozio né la continuazione dell’attività che occupava prima questo dominio, non è una rivista di arredamento, una guida turistica o un ricettario. Resta nella sua zona: oggetti per la casa fatti a mano, documentati con precisione.
Domande utili, risposte dritte
No. È un registro editoriale in crescita, non un censimento ufficiale. Contiene solo botteghe con due riscontri pubblici e la data della verifica.
Non automaticamente. La possibilità di visita compare solo quando una fonte pubblica la dichiara; prima di partire conviene verificare con la bottega eventuali variazioni.
No. Offrono criteri e domande per osservare meglio. Per un pezzo specifico servono informazioni scritte sul suo processo e sulla sua provenienza.
No. Botteghe del Chianti è un media indipendente: non vende, non intermedia acquisti e non riceve compensi dalle botteghe citate.
Trasparenza editoriale
Una scheda di bottega è utile solo se dice da dove arriva l’informazione e quanto è recente. Il metodo serve a evitare false certezze: una presenza online non dimostra da sola che un’attività sia operativa, né che accolga visitatori.
Ogni scheda distingue ciò che risulta da un elenco pubblico, ciò che la bottega dichiara sul proprio sito e ciò che non è stato possibile confermare. Un indizio non diventa un fatto: se sede, lavorazione o possibilità di visita non risultano chiare, il dato resta n.d. e la scheda lo dice.
Attività, contatti e modalità di accesso cambiano. Per questo ogni scheda riporta la data del controllo e il nome delle fonti consultate. Una data non garantisce che nulla cambi in seguito: indica quando è stato fatto il riscontro, e il registro viene ricontrollato ogni sei mesi.
Una segnalazione avvia una verifica, non la sostituisce. Prima di aggiornare una scheda il dato viene ricontrollato sulle fonti e la nuova data registrata; un’informazione non più attendibile viene corretta o rimossa. Prima di una visita resta necessario contattare la bottega.